Al piano terra vi è una cappelletta, dove la notte del Giovedì Santo viene vegliato, per tutta la notte, il simulacro del Cristo morto, dai confrati del SS. Crocifisso, con nenie e canti di dolore, chiamati lamienti (una volta!).

Il sepolcro è racchiuso da alte mura con cancello in ferro, mentre tutto l'organismo monumentale è circondato da ringhiera in ferro chiusa da un grande cancello.

 

Cfr. Fra Saverio Cappuccino, op. cit

Francesca Marsala, La Città di Naro, Agrigento 1973, pag. 57-58

 

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