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centrale con ingresso da Sud, preceduto da dromos, lungo le pareti si aprono nicchie, in cui sono collocate le sepolture. La più grande (ipogeo A) è conosciuta da sempre con il nome di Grotta delle Meraviglie (foto 59), esplorata dal francese Houel (1782), da due studiosi tedeschi J.Fuehrer e V.Schultze (1872), dal Cavallari (1879),dal Salinas (1896), fino ai naresi Domenico Riolo (1897) e Salvatore Pitruzzella (1938). Essa è preceduta da un lungo dromos, che si allarga in un’area semicircolare,alla quale si accede mediante un ingresso aperto nella parete del dromos. |
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L’ipogeo “B” è contiguo al gruppo “A”, con il quale comunica mediante un’apertura nella parete del dromos. L’ipogeo “C” conserva l’arco d’ingresso, con corridoio centrale,ai cui lati si aprono diverse nicchie con camere ipogeiche ed arcosoli a letto singolo e bisomi (foto 60). Conserva diverse sepolture, ancora intatte, con lastre di copertura (foto 59). L’ipogeo “D” si trova poco distante dagli altri. È in pessime condizioni per diversi crolli.
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