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ricerca dei cadaveri d'indigenti, che si rinvenivano per strada. Ristrutturato varie volte, nel 1676 (tetto di tavole), nel 1772 (doppia scala con passamano di ferro), nel 1776 (da Francesco Santalucia) e nel 1793 (da D. Giuseppe Vaccaro). Era famoso sia per la ricchezza dell’edificio, sia per la bravura di molti medici e chirurghi, che vi prestavano la loro opera gratuitamente(b). Tutto il fabbricato risente dell’influsso spagnolo, definito catalano, per lo stile e la varietà delle soluzioni spaziali, costruttive e decorative. Presenta elementi architettonici della migliore tradizione costruttiva siciliana, nel portale a piano obliquo, nel basamento esterno, nell’apertura incrinata e nel contrafforte angolare. Di notevole interesse una magnifica finestra angolare con piattabanda, molto rara per la difficile condizione di staticità cui è sottoposta, vera genialità d’arte e di tecnica costruttiva, conservatasi benissimo durante tanti secoli. La sottile colonnina è puramente ornamentale. Il frontone, molto pesante, si regge da se, mediante un ingegnoso sistema d’archi interni, connessi fra loro in modo tale che la risultante della forza centrale è non solo equilibrata, ma superata dalla risultante della forza laterale (c). Il collegio fu chiuso nel 1914 per mancanza di fondi e l’ultima moniale, suor Crocifissa, fu ospitata dalle Suore dell’Istituto Immacolata Concezione. Fu adibito, quindi, a pretura, a scuola ed a civile abitazione. Nel 1963 fu riaperto da suor Felicita, ma, causa alcuni locali pericolanti, alcuni anni dopo fu definitivamente chiuso. Recentemente è stato restaurato per destinarlo ad at- |
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