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Storia locale |
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Qui finisce il mito ed inizia la realtà storica. Naro posta vicino la costa e proiettata verso l'interno è da sempre stata luogo ideale per gli insediamenti umani e zona di scambi commerciali e culturali. Qui lo scorrere dei secoli ha lasciato tracce indelebili. Abitata fin dal neolitico, fu dapprima sede di popolazioni indigeni (Sicani), in seguito fu abitata dai Fenici e Cartaginesi, poi dai Greci ed in seguito dai Romani. Dopo il dominio romano, fu controllata dai Bizantini ed occupata dai Saraceni, per poi passare nelle mani dei Normanni, quindi occupata dagli Angioini, per poi passare sotto la signoria dei Chiaramonte, con cui conobbe un periodo di grande potenza militare e floridezza economica e, di seguito, degli Aragonesi ed, infine occupata dagli Spagnoli e dai Borboni. A ragion veduta, quindi, il territorio di Naro e la sua storia, scolpita nelle pietre dei suoi monumenti, sono inseriti profondamente nella storia della Sicilia. Terra di antiche tradizioni e di ospitalità, la Città di Naro vanta una storia millenaria fatta di lotte per la libertà e l'indipendenza, mantenuta con fierezza attraverso i secoli. Centro abitato di grossa consistenza durante il periodo arabo, con un castello, sede del potere politico ed una moschea, sede del potere religioso, annoverava grande importanza, militare ed economica nell'orbita agrigentina, durante la dominazione dei Berberi. Nel 1234 Federico II° di Svevia, Imperatore d'Occidente e Re di Sicilia, convocò in Messina un Generale Parlamento ed adornò Naro con il titolo di "Fulgentissima" e Le assegnò , quale Città Parlamentare, il XVII° posto del Braccio demaniale (a), che con il Braccio Baronale e quello ecclesiastico costituiva il Parlamento Siciliano, annoverandola |
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