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Il castello |
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È forse il monumento più famoso di Naro (foto n. 26/26 bis e 26 tris), la cui storia s’identifica con le sue vicissitudini. Si può affermare che il castello è la stessa ragione d’essere della Città, perché senza di esso, forse, Naro non sarebbe stata una realtà od il suo divenire avrebbe avuto altre manifestazioni. Il sito fu certamente scelto non solo per le sue caratteristiche di difendibilità, ma per quelle connesse con il controllo dell’ampia e ferace vallata. Per cui, sotto gli Arabi prima e sotto i Normanni ed i Chiaramonte dopo, il Castello assunse non solo la difesa militare limitata alle esigenze locali, ma anche quello d’elemento fondamentale per la struttura e l’organizzazione territoriale di un vasto comprensorio inserito, in altre parole, nel sistema di controllo dell’isola, quale presidio territoriale strategico. Tale posizione, mantenuta ed accresciuta nei secoli, fece sì che Naro, crogiolo di civiltà, di storia e d’arte, ed il suo Castello diventasse teatro d’importanti avvenimenti, alcuni dei quali hanno perfino inciso sulla storia dell’Isola. Imponente nel suo profilo di pietra gialla, il Castello sembra vigilare ancora oggi sia sulle vecchie case dell’antico “borgo”, quasi accucciate sotto le possenti ali del vecchio Maniero, sia sugli edifici della parte nuova della Città evocando, immoto testimone, immagini che conservano intatto il sigillo del tempo. Percorrendo il lastricato della via Archeologica che inizia dirimpetto al convento delle Suore di Carità od ascendendo la spettacolare scalinata completa di n. 156 scalini, realizzata nel 700, antistante il Duomo Normanno, si giunge ai piedi del “Mastio-Dedalico”, com’era anche chiamato in epoca lontana (foto n. 26), poi detto co- |
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