Nota dell’autore

La Sicilia è una terra a se, nel grande panorama italiano. Con una storia travagliata di dominazioni e di guerre nell’antichità, ha lasciato agli odierni visitatori un patrimonio artistico e culturale di notevole valore, adagiato nelle valli o incastonato sui monti. Insomma, possiamo dire, un bellissimo e grande museo all’aperto.

È un Paese di infinita bellezza, in cui spesso si nascondono gioielli artistici e naturali sconosciuti, tagliati fuori dai circuiti del turismo di massa, ma non per questo meno belli ed importanti.

È il caso di Naro. Una delle città più antiche e pittoresche della Sicilia, dove la cultura araba-normanna si è incontrata dando vita, nell’arte e nell’architettura, ad opere di altissimo pregio. Due mondi uniti dalla suprema ricerca verso il bello.

Naro, dunque, è una tappa di un viaggio che spazia tra le radici della nostra civiltà ed il profumo di un futuro denso di aspettative, di un Paese in evoluzione.

E Naro, dall’alto del suo monte e con la lussureggiante Valle ai suoi piedi, doveva certamente aver affascinato i viaggiatori del passato (Al Idriss, Ibn Gybayr, Jean Houel). Si può immaginare di affacciarsi da un grande balcone naturale aperto sulla “Valle del Paradiso” e sul “Mare Nostrum”. Ma questa atmosfera non si è persa affatto, nonostante il trascorrere dei secoli.

Naro resta una Città da leggenda, dove è un continuo susseguirsi di angoli nascosti, di monumenti di notevole pregio, di tradizioni che hanno superato il tempo, di vestigia preistoriche, sicane, puniche, greche, romane, bizantine, arabe, normanne ed aragonesi.

 

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