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Saverio (b). Scacciati dai Musulmani tornarono a Naro nel 1086, grazie al Conte Ruggero e si posizionarono in un luogo più comodo e più vicino all'abitato. Nel 1117, abbandonato quel luogo, eressero la loro terza residenza di modeste dimensioni nel sito, dove attualmente sorge la Chiesa con quel che resta dell'antico convento. Fu ampliato nel 1254 e nel 1617. Ulteriori lavori, di abbellimento ed ampliamento al convento, furono eseguiti ancora nel Seicento e nel Settecento. Nel convento, al centro del chiostro, vi era una grande cisterna d'acqua. Alcuni anni fa, parte del convento è andato completamente distrutto per far posto ad una incompiuta costruzione moderna. Della vecchia costruzione conventuale, ancora oggi, restano solo alcuni avanzi, tra cui una bifora. Il pezzo più interessante, tuttavia, rimane il pregevole portale dell'atrio incorporato nella sagrestia che, assieme alla predetta bifora, apparteneva probabilmente alla sala del refettorio del convento ed immetteva nel vecchio chiostro. Finissima è la decorazione di questo portale con arco a sesto acuto e con colonnine di ordine corinzio, di grande effetto, che può farsi risalire a maestranze locali del ’300, ancora lontano dallo stile chiaramontano che influenzò tutto un secolo e che è presente in altri organismi medievali della nostra città. Una porta settecentesca in noce, con incisi nei pannelli episodi della vita di Sant'Agostino,completa il portale di grande effetto. Nella sagrestia notiamo molte opere di rilievo ad iniziare da una stampa con l'albero genealogico dell'Ordine Agostiniano, dell'incisore piacentino Oliviero |
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