l’altare marmoreo del 1444, scolpito a bassorilievo con l’adorazione del SS. Sacramento.

Ed, altresì, un Cristo alla colonna, molto curioso, in marmo le cui particolari venature imitano il sangue sparso sul corpo flagellato, opera di maestranze trapanasi.

Il prospetto esterno, forse dovuto a Giovanni Biagio Amico od a Rosario Gagliardi, mostra i suoi partiti architettonici più rilevanti nella facciata principale convessa, divisa in duplice ordine, di gusto barocco, in cui risalta il portale principale d’ingresso in pietra da taglio.

Notevole è anche il coevo portale laterale secondario, legato a formule rococò, diviso in due sezioni, l'inferiore fiancheggiato da due colonne per lato, poggianti su alti piedistalli ed a corpo avanzato rispetto al parametro murario e terminanti, con raffinati capitelli corinzi, su cui poggia una cornice, dove si eleva una cappelletta al centro della quale v’è l’affresco di San Calogero con la cerva ed il cacciatore Arcadio.

Attualmente la chiesa ed il convento è sede dei P. Guanelliani, che con il loro costante impegno in campo spirituale e sociale, mantengono l’attività del Santuario in crescente dinamismo, ultimamente con la lodevole iniziativa dell'istituzione di una Casa-Albergo in favore degli anziani.

 

Fra Saverio Capuccino, op. cit. pag. 286

A. Giuliano Alaimo in L’ora del 5 marzo 1943

Salvatore Capodici, L’opera di Don Guanella in Sicilia, Roma 1997, pag. 115.

 

 

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