La sagrestia fu eretta nel 1726 per opera di P. Girolamo Alletti, allora Guardiano del convento. Nel 1728 il convento fu fatto intonacare per volontà di P. Giuseppe da Naro. Fu ristrutturato ancora nel 1723 e nel 1754. La chiesa è ad unica navata longitudinale, con locali adiacenti a sagrestia. Si riscontrano ancora i resti dell'antico convento, che fanno intuire l'impianto originario, costituito da un cortile interno. Il portale in pietra tufacea,

austero e semplice, costituisce l'unico elemento architettonico degno di nota.

Internamente intonacata con gessino, è priva ormai di qualsiasi pittura. La chiesa originariamente aveva cinque altari e molte opere d'arte. Nel 1866 con la soppressione delle Congregazioni religiose, il convento fu chiuso e le opere d'arte, ivi racchiuse, alcune sono andate in altre chiese, altre perdute per sempre.

Recentemente, grazie all’attiva presenza del parroco Sac. Don Filippo Barbera, sono tornate al loro posto in chiesa, tra l’altro, uno splendido altare maggiore settecentesco, in legno, che trae spunto dalle custodie cappuccine-francescane, una statua della Madonna che dorme, in cera, dentro un’urna di vetro.

Vi si conservava vicino all'altare Maggiore, in cornu Evangelis, la tomba di suor Serafina M. Pulcella, della

 

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