Il Castello

 

Benche, secondo alcuni storici, il Castello di Naro avrebbe origini quasi leggendarie, risalendo probabilmente al tempo dei Sicani, è chiaro che la sua costruzione è alquanto più tardi pur essendo quasi certamente preesistente alla età normanna.

Rimaneggiato nel XIV sec, in epoca chiaramontana la fortezza ospitò varie volte Federico III d'Aragona, lo stesso che nel 1330 avrebbe fatto costruire la massiccia Torre Quadrata, come testimonierebbe lo stemma scolpito sull’affacciata occidentale.

L'attuale iconografia del Castello, che presenta alternativamente torri quadrate e cilindriche attorno ad uno spazio rettangolare con cortile non accentrato, a detta dell'Agnello mostra "solo dei richieggiamenti generici" dell'arte sveva.

Nel centro del cortile si trova una cisterna che, nei tempi passati, servì forse come luogo di segregazione e fino a pochi anni addietro, nel fondo della medesima, era ancora visibile una specie di banco in muratura su cui era inciso il gioco della cosiddetta "maredda", che probabilmente era stato il passatempo di qualche prigioniero.

 

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Particolari notevoli dell'esterno sono le due belle bifore, archiacute, che richiamano nella posizione ravvicinata quelle della Torre di Roccella e nel disegno delle modanature quelle del Palazzo del Duca di S. Stefano di Taormina e del Torrione di Gangi, ed altresì la Torre cosiddetta dell'orologio, presumibilmente anteriore agli altri corpi, ed il portale quasi certamente rinascimentale.

A mezzo di una scala esterna si accede al Salone del primo piano, illuminato dalle bifore succitate, con copertura a botte a sesto acuto rinforzata da un arco mediano traverso.

Pure a botte a sesto acuto è la copertura dell'ambiente del pianterreno. Dalle Stanze meridionali si accede attraverso un portale ecletticamente decorato con motivi chiaramontani ed altri medievali al salone della Torre, ovvero alla cosiddetta "Sala del Principe o dei Baroni".

Il primo castellano di cui si abbia sicura notizia è stato Andrea Calvello, Barone normanno venuto a Naro al seguito di Ruggero, il grande Conte di Sicilia.

Il Castello nel 1912 per Regio Decreto è stato dichiarato Monumento Nazionale.

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