Madrice Nuova

Altare Sacra Famiglia
Antica chiesa dei Padri Gesuiti fu edificata assieme allattiguo convento tra il 1619 ed il 1622 per volere di Padre Gaspare Paraninfo. Fu rimaneggiata più volte nel secolo successivo: in particolare nel 1734 fu decorata con una decorazione scultorea a stucco e nel 1763 furono completati gli altari. Espulsi i Gesuiti i locali passarono sotto la giurisdizione reggia e, infine, dopo svariate vicissitudini nel 1782, furono concessi alle monache della SS. Annunziata.
Il prospetto a due ordini, rifatto in stile agli inizi del secolo, ingloba in parte l'antico portale, mentre sono state tampognate le due porte laterali.
L'interno, a tre navate con transetto, presenta ricchi arredi provenienti per lo più dalla vecchia Madrice. A sinistra dell'ingresso un fonte battesimale tardo-gotico realizzato nel 1424 da Nardo da Crapanzano, nel 1° altare sinistro la "Sacra famiglia", gruppo in marmo di scuola gaginiana.
Nell'ala destra del transetto la "Madonna della Catena" (1534-43) commissionata dai nobili naritani Lucchesi e realizzata da Antonello e Giacomo Gagini.
Nel 2° altare a destra un'altra Madonna col Bambino detta della Pace, di bottega gaginesca. Nel 3° altare a sinistra un Crocifisso ligneo ancora legato a stilemmi rococò opera di Domenico Di Miceli.
Dietro l'altare maggiore la scenografica pala daltare con l'Annunciazione di Domenico Provenzani proveniente dalla Badia Piccola, nel presbiterio affreschi seicenteschi in parte rifatti. In sacrestia si ammirano sontuosi lignei barocchi realizzati nel 1725 dai maestri agrigentini Gabriele Terranova e Giuseppe Cardilicchia.
A destra della Chiesa il Collegio con il portale ed i resti del chiostro che ancora mostrano nel lato superstite pilastroni ed archi a tutto sesto. Detto collegio fu istituito e fondato, con le donazioni fatte ai gesuiti, dal Reverendo P. Don Pompilio Lambertenghi, provinciale dei Gesuiti, in adempimento dell'atto notarile, datato 31 Ottobre 1619 che obbligava di fondare in Naro un Collegio di studi completo sino a quello universitario e diretto dai Gesuiti.
Il Collegio o Universitas Omnium Studiorum fu mantenuto in attività dai gesuiti in mezzo a mille rivolgimenti politici (riconosciuto anche dal governo Borbonico con dispaccio regale datato Caserta 8 Febbraio 1768 e dal Governo della Prodittatura in Sicilia con decreto 17 Novembre l860) per il corso non interrotto di oltre due secoli e mezzo finché il Ministero della Pubblica Istruzione del Regno d'Italia nel l863, ne ordinava la chiusura! Incredibilia sed vera!
Fu questa la riparazione che i nuovi preconizzati ed attesi tempi prepararono a questa nobile Città!
