Chiesa di S. Agostino

S. Girolamo in meditazione Transito di S. Agostino
Un antico convento di S. Agostino fu costruito nel luogo dell'attuale nel 1117.
Ricostruito ed ampliato più volte nel corso dei secoli con l'annessa chiesa deve la sua odierna confermazione agli interventi effettuati nel settecento.
Della vecchia costruzione conventuale si conservano solo alcuni resti tra cui una bifora ed il portale dell'atrio che oggi immette nella sacrestia.
Pezzo quest'ultimo, assieme alla porta settecentesca con storie della vita di S. Agostino, di grande effetto che può farsi risalire a maestranze locali.
Nella sacrestia si notano molte opere di rilievo ad inziare da una stampa con l'albero geneologico dell'ordine Agostiniano dell'incisore piacentino Oliviero Gatti che si ispira al manierismo emiliano. Inoltre una porta, posta nell'antisacrestia, dipinta da Provenzani, cui si devono i sei tondi con la Madonna del Soccorso e Santi. Tra i numerosi ritratti di Priori, si possono ammirare i nove dovuti pure al pennello del Provenzani ed inoltre ricchi armadi settecenteschi (1796) realizzati da Giacinto, Raimondo e Paolo Caci, ed ancora un lavabo in marmo policromo fine settecento con influssi neoclassici.
Ma il pezzo più pregevole di tutti è la tela con S. Girolamo in meditazione del Provenzani, tra le opere migliori dell'artista palmense.
Nell'antisacrestia è il monumento funerario barocco del notaio Lorenzo Favara (1692) ancora legato al gusto manieristico.
La chiesa, progettata da un certo Francesco Querni, fu iniziata nel 1707, ma rimasta incompleta fu completata con l'aggiunta del secondo ordine del progetto che rispecchia a grandi linee quello della basilica romana di S, Giovanni in Laterano nel 1815.
L'interno, a croce latina con cupola e coro semicircolare, è ricca di opere d'arte, tra cui sono degne di nota un Crocifisso ligneo del 1535, la statua di S. Francesco di Paola di Nicolò Bagnasco, un'acquasantiera marmorea di gusto rinascimentale gaginesco, un pulpito ligneo di fine cinquecento, il manieristico sarcofago di Melchiorre Alacchi (1606) e l'organo costruito nel 1770 dall'agrigentino Di Franco.
Nel presbiterio si nota un coro ligneo tardo settecentesco e due dipinti: l'estasi di S. Agostino e la Madonna col Bambino e i SS. Agostino e Scolastico della scuola del Provenzani.
Di notevole valore pure i dipinti, dei quali sei sono opera matura del Provenzani: La Madonna della Consolazione, S. Agostino, S. Tommaso di Villanova, S. Giovanni da S. Fecondo, S. Guglielmo, S. Nicolò da Tolentino.
Interessanti sono pure il Transito di S. Giuseppe dell'agrigentino Michele Narbone, nonché la Samaritana al pozzo e la Fuga in Egitto, opere tra le più rappresentative del settecento locale.

Estasi di s. Agostino