Chiesa di S. Caterina

naroscaterina

S. Barbara

 

Costruita da Matteo Chiaramonti, Signore di Naro dal 1366, la Chiesa fu rimaneggiata nel 1725 e dichiarata monumento nazionale, agli inizi del secolo.

A seguito di restauri effettuati intorno al 1935-40 a cura del Conte A. Gaetani e di nuovo nel 1959 dalla Soprintendenza ai monumenti, sono state ripristinate le strutture originarie.

Il prospetto, risalente all'intervento settecentesco, è caratterizzato da scialbe formule tardobarocche. L'interno con absidi ha tre navate scandite da archi ogivali sorretti da massicci pilastri cilindrici.

Di esse quella centrale è divisa in due profonde campate. L'Abside centrale, con volta a crociera costolonata sorretta da 4 pilastri angolari con capitello, presenta un interessante arco esterno di stile chiaramontano e due eleganti bifore tribolate, mentre le due absidi laterali presentano fastosi archi volti.

Il soffitto ligneo a capriate, un tempo dipinto, richiama quello coevo della Chiesa agrigentina di S. Maria dei Greci. Sulle pareti si riscontrano resti di affreschi trecenteschi, attribuibili al pittore dello Steri di Palermo, Cecco da Naro, che raffigurano la Madonna col Bambino e S. Michele Arcangelo.

Altre opere d'arte ivi custodite sono il fonte battesimale quattrocentesco con vari stemmi, fra cui quello aragonese e quello municipale, il cosiddetto "Arco Romano" con i medaglioni dei due Scipioni, la quattrocentesca Pietà, dovuta allo scalpello del gaginesco Giuliano Mancino proveniente dalla chiesa di S. Antonio e la Madonna delle Grazie 1497 attribuibile a Giorgio da Brigno, altro scultore della cerchia dei Gagini, proveniente dall'oratorio di S. Barbara.

Ed altresì la statua lignea di S. Barbara, proveniente dalla Chiesa omonima, che risente ancora di formule gaginesche.

Vicino all'ingresso due acquesantiere in stile chiaramontano.

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Interno

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